L’ansia, non ci sono dubbi, è uno dei mali più tipici di quest’epoca, un malessere subdolo, fastidioso, nella grande maggioranza dei casi privo di cause razionali.

Ma che cos’è realmente l’ansia?

Porsi questa domanda è importante per comprendere realmente questo problema e per fronteggiarlo in modo oculato, vediamo dunque di fornire una risposta esauriente.
L’ansia è una condizione in cui l’organismo, nel suo complesso, entra in uno stato di allerta, in primis dal punto di vista psichico, comportando dunque una condizione di preoccupazione, di apprensione e di disagio, ma anche sul piano fisico, ad esempio tramite l’incremento dei battiti cardiaci, oppure con sensazioni di vertigine e di sudorazione.

L’ansia è una reazione del tutto naturale dell’organismo dinanzi a episodi che comportano una certa tensione, dunque ad esempio un esame per uno studente, una competizione per lo sportivo, oppure l’attesa di un incontro emotivamente molto forte; non è sbagliato, dunque, affermare che l’ansia sia un qualcosa di positivo, una condizione che l’organismo assume per consentire alla persona di reagire con prontezza ed efficacia a ciò che si appresta ad affrontare.
Per contro, purtroppo, l’ansia può iniziare a manifestarsi anche in modo eccessivamente frequente o smodatamente acuto, oppure può presentarsi anche in maniera del tutto immotivata, dunque senza che vi siano motivazioni che giustifichino razionalmente una simile condizione: sono questi i casi in cui l’ansia va considerata un campanello d’allarme, e in cui bisogna dunque attivarsi per fronteggiarla efficacemente.

Se una persona è interessata da una condizione di ansia piuttosto importante, magari anche con delle manifestazioni particolarmente evidenti quali attacchi di panico, agorafobia o altre fobie specifiche, è fondamentale effettuare anzitutto una visita medica di carattere generale, per accertarsi che tale condizione non sia legata a problematiche di natura puramente fisica.
Aver fatto uso di droghe o aver ecceduto con il consumo di alcol può comportare degli stati d’ansia anche a lunga distanza dall’ultimo utilizzo di queste sostanze, per tale ragione anche questi aspetti devono essere ben chiari al medico.

Laddove non si riscontri alcuna problematica fisica che possa giustificare l’insorgere dell’ansia, dunque, sarà possibile concentrarsi sull’aspetto psicologico, ed è utile sottolineare fin da subito che le possibilità di successo contro questo malessere sono molto elevate: tantissime persone infatti, di ogni sesso ed età, hanno sconfitto l’ansia con la sola forza interiore.
Può assolutamente accadere che, rivolgendosi ad uno specialista, lo stesso ritenga opportuno suggerire dei farmaci, prescrivendoli così al proprio paziente, ma anche in questo caso l’atteggiamento della persona che vuol sconfiggere l’ansia deve essere adeguato, costruttivo, determinato al raggiungimento dell’obiettivo.

L’aiuto di uno specialista è assai prezioso, soprattutto nel caso in cui l’ansia comporti manifestazioni piuttosto acute ed evidenti, ma il primo aiuto che ci si può garantire deve partire proprio da se stessi, come lo stesso professionista può confermare.

Se una persona si chiede “cos’è che scaturisce la mia ansia?”, in molti casi è in grado di darsi autonomamente una risposta.

Può essere che l’ansia si manifesti esclusivamente in un determinato luogo, magari perchè riporta alla mente dei traumi passati, oppure in determinati frangenti, come ad esempio prima di svolgere un’attività lavorativa.

In tantissime occasioni, inoltre, l’ansia è legata la “timore di non riuscire“, e un tipico esempio è rappresentato dalla cosiddetta ansia da prestazione, in ambito sessuale, allo stesso tempo, ancora, a causare l’ansia può essere una persona che ha determinati comportamenti nei propri confronti, ad esempio una persona irritante, un abile manipolatore psicologico, oppure una persona a sua volta interessata da ansia che tende, più o meno volontariamente, a sfogare sugli altri il proprio malessere.

Un ottimo modo per affrontare l’ansia, quindi, è quello di affrontarla, piuttosto che subirla: un determinato contesto comporta ansia? Bisogna imparare a viverlo con sicurezza e senza timore alcuno.
Essere sul lavoro mette apprensione? Bisogna sforzarsi di metter da parte le preoccupazioni, operando con la dovuta leggerezza mentale.
L’ansia è provocata da una persona? Si ha tutto il diritto di allontanarla dalla propria vita, e laddove ciò non sia possibile, ad esempio tra colleghi di lavoro, si deve lavorare sulla propria forza, restando impassibili dinanzi ad ogni cattiveria: in questo modo, infatti, non solo la persona meschina sarà insoddisfatta, ma vedrà gradualmente ritorcersi contro le sue stesse malignità.

L’emotività umana, è cosa nota, è altamente influenzabile, ma questa sua influenzabilità non è solo da intendersi in senso negativo.
Se da un lato, dunque, idee negative quali “non posso farcela”, “non sono adeguato”, “potrei sentirmi male” possono peggiorare la qualità della vita di una persona ed impedirle di agire, dall’altro l’idea di riuscire, di star bene, di essere efficienti e di avere piccoli o grandi successi può allo stesso modo avere la meglio.
Questo assunto non è una banale frase motivazionale, ma corrisponde assolutamente a realtà, dunque deve sempre costituire un punto di riferimento per la persona che vuol sconfiggere l’ansia.

Ascoltare la propria psiche, il proprio fisico, è importantissimo per sconfiggere l’ansia, e rendere il proprio stile di vita più equilibrato e meno stressante può certamente essere di grande aiuto.

Senza affatto essere severi con la propria persona è importante fare proprie alcune abitudini salutari, come ad esempio quella di fare esercizio fisico, preferibilmente leggero e costante, e quella di alimentarsi in modo corretto.
Il diffuso luogo comune secondo cui l’alcol è una buona soluzione temporanea contro l’ansia è una credenza profondamente sbagliata, dato che l’alcol comporta, dopo l’euforia iniziale, un effetto depressivo che può rivelarsi deleterio per la persona ansiosa.

L’ansia, insomma, è un problema tutt’altro che irrisolvibile: avendo l’accortezza di “osservarlo” e di riconoscerlo, questo malessere tipicamente moderno può essere assolutamente sconfitto.

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