Durante le frenetiche e movimentate giornate che la società odierna costringe a vivere si cerca sempre più spesso una via di fuga, un piccolo Eden personale in cui perdersi e rilassarsi.

Se fino ad ora si pensava che per abbandonare lo stress e lasciarsi cullare dal relax bisognasse sottoporsi ad un massaggio o ad un trattamento benessere, nella maggior parte dei casi abbastanza dispendiosi, ultimamente si sta riscoprendo una nuova frontiera, sicuramente più economica: quella della musica.

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Ascoltare la musica rilassante, costituisce un buon metodo per fuggire dalla realtà e rintanarsi in sè stessi, godersi la tranquillità che le note trasportano con sè e tagliare fuori tutte le preoccupazioni, le ansie, gli impegni che caratterizzano le attività svolte quotidianamente.
Ricerche recenti, per rispondere in maniera efficace e pratica allo stress, non a caso definito “il male del nostro secolo”, si sono riversate proprio sulla musica, intesa come “terapia” per combattere questo nemico incalzante e silenzioso.

Uno di questi studi è stato condotto dal Group Health Research Insitute, con sede a Seattle e ha dimostrato come la musica rilassante abbia effetti benefici sulla psiche e sulla condizione di relax e tranquillità delle persone.
Il motivo risiede nella capacità della musica di agire direttamente sul cuore, rallentando il battito cardiaco e riducendo la pressione arteriosa.

La musica rilassante aiuta la respirazione, contribuendo all’immiss


ione di una quantità maggiore di ossigeno utilizzabile dall’organismo.
Interviene a carico degli ormoni, riducendo il livello di alcune tipologie responsabili dello stress e del nervosismo e innalzando quello delle endorfine, meglio note come ormoni del buon umore.
La musica rilassante, soprattutto quella classica, è particolarmente indicata per gli studenti provati dalle difficoltà degli studi, in quanto aiuta la concentrazione, favorisce l’apprendimento e migliora la memoria.

Alfred Tomatis, famoso medico otorinolaringoiatra francese, ha affermato che la musica rilassante influisce positivamente sulle attività celebrali complesse, come la matematica oppure il gioco degli scacchi, oltre a favorire le connessioni logiche effettuate dal cervello e, di conseguenza, la proprietà di linguaggio.
La musica rilassante influisce positivamente sull’umore e sul senso di tranquillità anche grazie alla sua capacità di lenire, almeno come percezione, il dolore fisico, oltre a quello psicologico.

Ascoltare musica durante un periodo difficile della propria vita, infatti, contribuisce ad accelerare i tempi di ripresa e di “uscita dal tunnel”.

Non a caso la musica rilassante viene utilizzata come terapia per i malati terminali di tumore, quando queste persone sentono solo il bisogno di rilassarsi, di percepire meno il dolore fisico e la pressione morale di una morte ormai imminente e inevitabile.
Le note accompagnano anche i momenti più belli della vita di una persona, di una donna soprattutto, essendo consigliata da un numero sempre maggiore di ginecologi durante la gravidanza. Pare, infatti, che durante il travaglio la musica abbia proprietà calmanti più efficaci degli antidolorifici.

Il motivo risiede nel fatto che la melodia è in grado di palesare nella mente delle partorienti solo immagini positive, di contribuire allo scioglimento dei muscoli collegato al senso di relax che le pervade e, di conseguenza, di favorire la dilatazione della cervice. Il bambino, in questo modo, si troverà in posizione corretta e, tanto per la mamma quanto per il nascituro, il parto risulterà meno doloroso.

E’ stato scientificamente provato che la musica migliora anche l’atmosfera dell’ambiente di lavoro.

Contribuisce, infatti, a diffondere allegria e tranquillità, condizioni necessarie affinché gli impiegati svolgano correttamente, con piacere e con passione il loro lavoro.

Aiutando l’attività celebrale, inoltre, migliora il rendimento dei dipendenti e li rende meno stressati.

Il suono, infatti, arriva al cervello attraverso il senso dell’udito e stimola quelle aree dell’organo che tutto comanda responsabili della distensione e della ripresa delle energie necessarie per affrontare la giornata intensa che troppo spesso si vive.
Gli effetti benefici della musica cambiano in base alle sue caratteristiche intrinseche: altezza, intensità, timbro, ritmo, durata.

Bisogna, pertanto, fare molta attenzione alla musica che si sceglie e accertarsi che essa provochi esattamente le reazioni che vogliono ottenere e non l’esatto contrario.
Un suono molto forte, ad esempio, ha potere energizzante e non rilassante, proprietà associata ad una melodia più dolce e debole.

L’armonia consonante ha un effetto calmante, rilassante, antistress, ma un’armonia dissonante provoca reazioni inverse nella psiche di chi ascolta quelle note.
In generale si può affermare che la musica, sin dall’antichità, è in grado di suscitare emozioni nell’uomo, non soltanto per la melodia in sè per sè ma anche e soprattutto per i ricordi che rievoca nella mente di chi ascolta.
Ad avere un maggior potere rilassante, oltre alla musica classica, sono i suoni prodotti direttamente dalla natura, abbinati a note delicate e soffuse, in grado di creare un’atmosfera quasi mistica.

E’ l’essenza della musica new age, quella spesso associata a discipline più mentali che fisiche, come lo yoga.

Il motivo risiede nel desiderio insito nell’uomo di tornare al suo stato primitivo, quando è vero che non era circondato dai frutti del progresso, ma è vero anche che era in perfetta armonia e sintonia con la natura che lo circondava.

Il fruscio del vento tra le foglie, il suono delle onde che si infrangono sulla spiaggia, lo scoppiettio del fuoco, sono tutti suoni che, nella mente dell’ascoltatore, rievocano una condizione di felicità ormai lontana e perduta, quella che caratterizzava la vita dell’essere umano nella natura e con la natura.
Alcuni studiosi hanno sostenuto che anche il silenzio può costituire una buona tecnica di rilassamento.

E’ stato provato, tuttavia, che circondarsi di “suoni muti”, piuttosto che aiutare il relax, favorisce la meditazione e il pensiero.

Non si tratta, pertanto, di una “terapia antistress” paragonabile a quella musicale che, oltre ad agire direttamente su anima e corpo e a portarli a rilassarsi, è piacevole anche per l’udito, rallegra l’atmosfera, può essere effettuata in compagnia e accresce anche il livello culturale di una persona.

Cos’è, dopo tutto, la musica se non il frutto della cultura del tempo in cui è stata composta?

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