Che cos’è la rabbia

La rabbia non è necessariamente un’emozione negativa e distruttiva, come ci è stato inculcato sin dalla più tenera età.

La collera ci avverte infatti che i nostri diritti rischiano di essere calpestati; imparare a manifestarla è quindi un ottimo modo per aumentare la fiducia in se stessi ed instaurare relazioni più genuine con il prossimo.
Spesso, sopraffatti dal timore di compiere azioni spropositate, tendiamo a reprimerla e a reagire con sarcasmo o con un atteggiamento passivo-aggressivo.

Trattenere l’ira è nocivo perché finiamo per accumularne dentro di noi a palate, con il rischio di esplodere da un momento all’altro con il primo malcapitato, preferibilmente qualcuno più debole di noi.

In questo modo, anziché dominare i nostri istinti come un essere umano dovrebbe fare, ci comportiamo proprio come delle belve.
Non è un caso se, per descrivere un’esplosione di rabbia, usiamo spesso metafore animali come “Diventare una belva“, “Essere inviperito“, e così via.

La rabbia: un’emozione da usare in maniera costruttiva

controllare-la-rabbiaQuando veniamo assaliti da un impeto di rabbia, l’intero organismo subisce dei cambiamenti: il respiro si fa veloce, i battiti cardiaci accelerano, i muscoli diventano tesi.

Il bisogno di esplodere diventa incontenibile e, a quel punto perdiamo il controllo e la nostra capacità di giudizio è compromessa.
Quando invece reprimiamo la rabbia, creiamo nella nostra mente dei conflitti interiori che possono sfociare in senso d’inferiorità, rancore e in disturbi psicosomatici, come ulcera, dermatiti, mal di schiena, ecc.
Dunque, per mantenere la salute psicofisica, non bisogna né reprimere la rabbia, né tantomeno lasciarsi sopraffare da essa in modo incontrollato, ma imparare ad esprimerla in “maniera costruttiva”. Come? Ecco alcuni suggerimenti.

1. Imparare a controllare il lato più istintivo

Innanzitutto, per evitare che la rabbia prenda il sopravvento, è necessario imparare a riconoscere quando sta per emergere.

D’altronde, come premesso, non si tratta che di un meccanismo di difesa nei confronti di qualcosa che reputiamo ingiusto.
Osservare l’emozione significa concentrarsi sui pensieri che ci attraversano in quel momento, gli impulsi che ci assalgono, la voglia di urlare, la tensione muscolare, e così via.
Anche osservare la situazione da un punto di vista esterno, estraniandosi, è un ottimo espediente per ridimensionare il proprio dolore e non perdere le staffe, e ci permetterà inoltre di esprimere le nostre opinioni in maniera più calma e convincente.
Una nota strategia per prendere tempo è quella di contare fino a 10 prima di replicare, respirando profondamente.

In altre parole, anziché permettere alle emozioni di trasformarsi immediatamente in azioni, non dobbiamo fare altro che fermarci un attimo e riflettere su come reagire.

2. Scaricare la tensione accumulata

Come abbiamo detto, l’ira genera una tensione fisica che, se non scaricata, rischia di compromettere la salute.
Fare esercizio fisico, come una corsetta o una camminata a passo spedito, è un ottimo metodo per scaricare la tensione e distrarre la mente da ciò che ci preoccupa.
Anche sfogare la rabbia in modo simbolico, ad esempio, prendendo a pugni un cuscino o urlando, è un valido sistema per sciogliere le tensioni e predisporci ad affrontare le situazioni senza il timore di avere una reazione scomposta.
Infine, un’altra strategia per gestire la rabbia e scaricare le tensioni consiste nel meditare, immaginando se stessi in un posto rilassante, lontano dal caos, immersi nella natura.

Tutto ciò ci permette di raggiungere un profondo stato di rilassamento e di trasformare l’energia generata dalla collera in una spinta costruttiva.

3. Esprimere le proprie ragioni in modo assertivo

Una volta dominate le emozioni, potremo finalmente esprimere le nostre ragioni in modo esplicito e senza troppi giri di parole, in modo assertivo.
L’assertività è quell’atteggiamento che ci consente di esporre i nostri punti di vista, senza bisogno di prevaricare, né di essere prevaricati.
Per evitare di puntare il dito esclusivamente verso gli altri, gli esperti consigliano di iniziare le frasi con la prima persona singolare (Io), in modo da assumersi le proprie responsabilità.

Lo scopo non è infatti quello di schiacciare l’altro, ma di esprimere in modo chiaro e assertivo cosa ci ha disturbato, quali emozioni ci ha provocato e quali sono le nostre esigenze.

In conclusione, gestire la rabbia non significa reprimerla, ma imparare a familiarizzare con essa e ad usarla in modo costruttivo per affermare se stessi e migliorare le relazioni con gli altri.

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