Tutti commettiamo errori
E’ l’assunto dal quale bisogna partire per smettere di dare la colpa di tutto quello che accade a noi stessi.

Non si tratta di giustificare qualsiasi cosa semplicisticamente ma di intendere l’errore per quello che è, cioè un opportunità di crescita interiore.
Non è infatti una frase fatta quella che ricorda che dagli errori si impara a non sbagliare più o comunque a non ripetere un atteggiamento o un percorso che si sa già essere quello sbagliato e che non porta a conseguenze positive.
E’ vero che ogni azione ha delle ripercussioni ma di solito tutta questa severità riversata su stessi è frutto di un’educazione rigida, che non ammette di uscire dalla strada segnata dai propri genitori.

In un ambiente familiare dove si tende a puntare sempre il dito senza invece spiegare in modo sereno a un bambino che tutto si può aggiustare, succede che questo atteggiamento diventa come una “voce interna” che non smette di rimproverarci.
La colpa data a se stessi porta non raramente a decidere di infliggersi delle vere e proprie punizioni, a sentirsi indegni di vivere una qualsiasi gioia perché c’è una “pena” da scontare, un “prezzo” da pagare per l’errore o il torto commesso.
Chi ha la tendenza a dare sempre la colpa di tutto a se stesso non smette mai di scontare innumerevoli “punizioni” auto inflitte sia consciamente che inconsciamente e, con il passare del tempo riesce a procurarsi dei danni che fanno male al proprio equilibrio emotivo e psicofisico.
Il cosiddetto “senso di colpa” si insinua in modo così profondo da influenzare il comportamento sociale, le scelte, gli atteggiamenti fino a condizionare l’intera esistenza.
Si ha la netta consapevolezza di aver infranto quel codice morale strettamente personale e, per alleviare la sofferenza, si cerca in tutti i modi di esorcizzarla con gesti che possano sembrare “riparatori”.

Molto spesso intervengono dei tabù che possono riguardare la sfera sessuale, morale, etica, o semplicemente una profonda mancanza di fiducia in se stessi e di autostima.
Si crede insomma di essere inadeguati e non degni di essere apprezzati e amati.

Come smettere di dare la colpa di tutto a se stessi

stopPrima di tutto è necessario individuare la fonte da cui deriva la tendenza a darsi la colpa di tutto e, molto spesso, risiede nel rapporto con i genitori, nell’atmosfera della famiglia d’origine e del modo di rapportarsi dei genitori verso i figli.

Non è raro infatti che i genitori facciano consapevolmente leva sul senso di colpa per portare un figlio a comportarsi come loro desiderano.
Succede spesso che da parte loro si abbia un giudizio negativo su una scelta ( per esempio quella del/la partner) e lamentino la carenza di attenzioni da quando è iniziato il rapporto sentimentale con una persona “esterna” alla famiglia.
E’ una forma sottile di ricatto che mette i figli nella condizione di sentirsi in colpa per non avere preferito la compagnia della famiglia a quella del proprio compagno/a.
In questi casi bisogna comportarsi con circospezione ed essere consapevoli che la vita ha un percorso che nel tempo presuppone “l’abbandono del nido”, per volare con le proprie ali. Sentirsi in colpa non ha senso se si ha la consapevolezza che la scelta è per il proprio futuro e deve essere libera da condizionamenti.

E’ importante anche smettere di essere troppo duri con se stessi.

Molto spesso ci si dà la colpa perché si è troppo rigidi su certe posizioni, ma anche perché bisogna imparare ad accettare di aver sbagliato.
Maggiore elasticità nel giudicare le situazioni, osservarle e analizzarle da diversi punti di vista può offrire una visuale meno grave di quanto non si pensi.
La percezione di essere il responsabile per gli effetti negativi di qualsiasi cosa può derivare molto spesso dalla tendenza all’isolamento.
Parlare dei propri sentimenti a qualcuno, esprimere il proprio stato d’animo e il proprio pensiero può alleviare di molto questa percezione.
Lo si può fare con un amico/a fidato o, se la cosa appare troppo pesante da gestire, anche con uno psicoterapeuta.

Le regole che ci sono stare trasmesse con l’educazione devono essere elaborate ogni volta alla luce degli eventi.
Non c’è infatti un modo univoco per giudicare quello che accade ma ce ne sono diversi in base alle circostanze che hanno portato all’errore.
Di fondo bisogna anche imparare a perdonarsi, a convincersi che se la situazione lo avesse permesso, avreste agito diversamente e a fin di bene.

E’ il caso dei padri separati che si sentono in colpa per non essere rimasti a fianco dei loro figli o, a loro volta, dei figli di genitori separati che si sentono in colpa per il divorzio dei genitori. I sentimenti vanno lasciati fluire, la vita deve scorrere in modo sereno recuperando quell’amor proprio che ridona valore a se stessi, in una parola: crescere.

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