Come fare ritenuta d’acconto

Il fisco italiano prevede tanti adempimenti, alcuni molto semplici, altri però possono risultare particolarmente complicati, soprattutto per i commercianti e per i lavoratori autonomi.

In particolare questa categoria di lavoratori sono chiamati a fornire tanti documenti per essere in regola, alcuni possono risultare difficili da compilare e tra questi vi rientra sicuramente la ritenuta d’acconto.

Come prima osa si deve dire che la ritenuta d’acconto serve per anticipare il totale delle imposte che il lavoratore autonome o i commercianti devono versare allo stato. La ritenuta d’acconto cambia a seconda della tipologia di lavoro che si svolge. In particolare se si esercita una libera professione, come avvocato, notaio, ingegnere, eccetera, la ritenuta d’acconto sarà del 20 per cento del totale dei suoi guadagni. La ritenuta d’acconto si deve pagare entro il 16 del mese che segue il pagamento della fattura emessa, e il pagamento deve avvenire tramite modello F24.

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Per fare in modo che la ritenuta d’acconto sia valida devono essere presenti alcuni dati fondamentali, in particolare devono essere riportati i dati personali di colui che ha effettuato la prestazione (quindi ad esempio nome e cognome dell’avvocato che ha svolto una determinata prestazione legale), poi devono esserci scritto i dati personale del cliente che deve pagare la prestazione, in particolare è molto importante che siano annotati molto chiaramente i dati legati al codice fiscale o alla partita Iva (in questo caso vuol dire che il cliente è un’azienda o comunque una persona giuridica). Nella ritenuta d’acconto devono essere presenti anche un’ampia descrizione del servizio che il libero professionista ha fornito al suo cliente, inoltre deve essere esplicato anche la cifra totale legato alla prestazione, successivamente poi dovrà essere calcolata la cifra netta, ossia esclusa la percentuale legata alla ritenuta d’acconto. Infine bisogna fare una marca da bollo, che va allegata alla ritenuta d’acconto, marca da bollo ordinaria che dovrebbe avere il costo di 2 euro, purché l’importo della prestazione superi quota 77 euro e 47 centesimi, in caso contrario infatti non vi è la necessità di fare anche la marca da bollo.

Una volta che viene fatta la ricevuta d’acconto bisogna provvedere alla sua dichiarazione tramite la dichiarazione dei redditi, ossia tramite il Modello 730, mentre l’esborso legato alla ritenuta d’acconto deve essere fatto dal cliente del libero professionista, pagamento che potrà essere effettuato anche alle poste, come detto in precedenza è necessario compilare il modello F24. Nel momento in cui il libero professionista provvede all’emissione della ritenuta d’acconto la sua posizione è sempre in regola, infatti se il pagamento non viene effettuato la legislazione tributaria prevede che tutte le responsabilità ricadano sul cliente, visto che deve essere lui a provvedere al pagamento.

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Infine c’è da dire che se alla fine dell’anno il totale di tutte le ritenute d’acconto che fa registrare un professionista supera quota 5 mila euro allora si dovrà pagare anche i contributi all’Inps, andando a complicare parecchio gli obblighi fiscali che il libero professionista dovrà soddisfare.

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