Le soluzioni per la profumazione degli ambienti sono molteplici e non si limitano, come qualcuno non particolarmente informato sull’argomento potrebbe pensare, ai classici profumatori, alle candele, agli incensi e agli oli essenziali.

Esistono infatti anche le lampade profumate, ovvero le cosiddette lampade catalitiche che rappresentano i diffusori di aromi più efficaci e anche più utilizzati da chi, oltre a una profumazione gradevole, desidera conferire agli ambienti in cui vive un’atmosfera confortevole e un’impressione di ricercatezza.

Sì perché come ben sa chi ne possiede una (non di rado più di una), le lampade profumate catalitiche rappresentano anche dei complementi d’arredo molto eleganti e ricercati, che contribuiscono ad arredare ogni tipologia di ambiente, dai più informali ai più sofisticati, da quelli familiari a quelli professionali, per esempio studi o laboratori.

È sufficiente optare lo stile che più si confà all’ambiente cui la lampada è destinata: c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché i modelli e gli stili ormai sono moltissimi, perfetti per tutti i gusti e per tutti gli ambienti.

Le lampade profumate diffondono nell’aria le essenze profumate scelte, ricreando atmosfere olfattive davvero particolari, che conferiscono forte carattere all’ambiente, divenendo anche un vero e proprio segnale distintivo per chi vi abita.

Il funzionamento a combustione catalitica

Questa particolari lampade funzionano a combustione catalitica, ed è proprio grazie a questo sistema che la fragranza diffusa pervade l’area in maniera omogenea.

Proprio per questo motivo, a differenza di quanto accade spesso con i classici profumatori per ambienti o con incensi e candele, l’odore non si accumula solo in alcune zone della camera, ma pervade l’ambiente nella sua interezza, senza mai risultare stucchevole o eccessivo.

Oltre alla profumazione, le lampade catalitiche purificano l’aria, rimuovendo gli odori; caratteristiche, queste, particolarmente adatte anche agli ambienti poco areati, che possono presentare cattivi odori derivanti proprio dalla mancanza di ricambio dell’aria.

Anche questa funzione delle lampade catalitiche deriva dalla combustione catalitica, un processo che non si limita a coprire gli odori, come fanno i comuni profumatori, che semplicemente aggiungono la loro fragranza – spesso eccessivamente forte, così intensa da poter diventare sgradevole – agli odori già esistenti.

Mediante combustione catalitica, invece, le lampade profumate riescono a bruciare le molecole che causano gli odori sgradevoli (per esempio le molecole del fumo o gli aromi della cucina), sostituendole al tempo stesso con la gradevole e persistente profumazione che diffondono nell’aria.
Come è facile dedurre dallo stesso nome, la combustione catalitica è una combustione che avviene in assenza di fiamma, indotta da un catalizzatore.

Generalmente, un sistema catalitico comprende un supporto poroso (di solito per realizzarlo si utilizza la ceramica) sufficientemente esteso, dal momento che la reazione ricercata passa per l’interfaccia tra il fluido gassoso e la parte solida, e un catalizzatore la cui funzione è quella di alimentare costantemente la zona attiva, ovvero quella che interessa la reazione di tipo chimico.

Solitamente come catalizzatore viene usato un metallo resistente e pregiato come il platino. Una volta compreso l’elementare meccanismo, non è difficile utilizzare correttamente una lampada catalitica profumata.
Se la si usa in maniera corretta, poi, la lampada profumata può durare all’infinito; l’unica accortezza da utilizzare è quella di aver cura di sostituire lo stoppino con il catalizzatore ogni duecento accensioni.

Anche accendendola tutti i giorni, infatti, la lampada catalitica dura fino a sette/otto mesi.

Come utilizzare le lampade profumate

Ecco, di seguito, le istruzioni per utilizzarla:

– Come prima cosa la lampada profumata va posta su una superficie immobile e stabile, quindi si può procedere a rimuovere cappuccio di metallo che funge da protezione;
– La lampada va dunque riempita per i due terzi del suo volume con la fragranza preferita, che può variare tutte le volte che si desidera (in commercio ve ne sono moltissime);
– Se è la prima volta in assoluto che la lampada viene accesa, lo stoppino va inserito e lasciato a mollo per una trentina di minuti circa, con il cappuccio chiuso, in moda tale che possa impregnarsi al meglio. Dalla seconda volta in poi che si accende la lampada, invece, è sufficiente inserire lo stoppino: questo, infatti, si impregnerà immediatamente della fragranza liquida profumata e sarà subito pronto per essere acceso;
– A questo punto si può accendere il catalizzatore che si trova sulla parte alta della pietra. La fiamma deve bruciare per qualche minuto (almeno tre): solo a questo punto si può spegnere soffiandoci sopra.
– Una volta spenta la fiamma, si può coprire la lampada con l’apposito cappuccio protettivo in dotazione e subito dopo la fragranza scelta comincerà a diffondersi nell’ambiente.

Le tempistiche della profumazione e la scelta delle essenze

Il tempo di accensione necessario a profumare in maniera adeguata l’ambiente dipende molto dalle dimensioni di quest’ultimo; se per esempio bisogna profumare una stanza, uno studio o un monolocale da circa venti metri quadri, sono sufficienti venti o trenta minuti per ottenere l’effetto desiderato.

Più grande è l’ambiente, più tempo è necessario per fare in modo che l’odore sia ben diffuso e gradevole.
Non appena si decide che la profumazione ha raggiunto l’intensità adeguata, per fare in modo che la combustione termini è sufficiente porre l’apposito tappo sulla pietra.
Come già accennato, in commercio vi sono moltissimi brand che producono lampade catalitiche profumate di tutte le forme e di tutti i colori.

Una volta comprata la lampada – che dura potenzialmente per sempre – occorre rifornirsi periodicamente di ricariche di fragranze. Anche in questo caso, ci si può davvero sbizzarrire tra note fiorite, speziate o fruttate.