Perché la gente cerca e ama il Gossip?

Perché il gossip piace e non conosce ceto sociale? I motivi sono tanti e di immediata comprensione.

La curiosità senza impegno alimenta il buon umore e strappa un sorriso, le chiacchiere distraggono dagli affanni quotidiani e dai problemi veri, la cronaca rosa aiuta le persone ad avvicinarsi e a stringere amicizia con maggiore facilità.

E secondo gli psicologi americani il gossip ha perfino un effetto positivo sull’autostima.

Le riviste scandalistiche non conoscono crisi, le loro vendite sono in costante aumento: secondo una recente statistica un italiano su tre legge e segue assiduamente notizie sulle vite degli altri.

I siti web che strizzano l’occhio alle vicende private dello star system sono i più cliccati.

Ma non si deve credere che il gossip sia storia recente, il suo successo dura da duemila anni.

La storia del gossip

La prima testimonianza del gossip in età antica è rappresentata dai Carmina Triumphalia e da alcune opere di Persio e Giovenale risalenti al I secolo d. C.

I Carmina erano canti di lode e al tempo stesso di scherno (in particolare sulle vicissitudine sessuali) nei confronti del comandante da parte dei legionari.

Un modo per distrarsi dai pensieri della guerra.
Anche le Vite dei Cesari di Gaio Svetonio Tranquillo (70-126 d. C.) sono più un resoconto di aneddoti e pettegolezzi che la fedele cronaca dei tempi.

Caligola e Nerone godono di cattiva fama per l’astio di Svetonio che in memoria dell’età repubblicana, preferì screditare la monarchia anche a discapito della verità dei fatti.

Nel Medioevo Liutprando da Cremona tramandò ai posteri che nel 960 Papa Giovanni XII fu colto da un ictus mentre si trovava in dolce compagnia di una donna sposata.

I cantori, i giullari, i trovatori riferivano di corte in corte, di città in città, le vicende di Papi libertini e regine infedeli che “smascherati” nelle loro fragilità sembravano più vicini al popolo.

Fra il 1600 e il 1700 nacquero i primi giornali di pettegolezzi e da allora è stata un’escalation in cui si è passati dalle teste coronate alle stelle del cinema per arrivare ai vip della televisione e agli sportivi.

Negli anni ’40-’50, la macchina dello star-system americano capii l’importanza di sfumare il confine tra persona e personaggio/attore perché le vicende private catturavano l’interesse del pubblico portando al cinema.

In Italia, fu il regista Federico Fellini a coniare il termine “dolce vita” e “paparazzo” per i fotografi pronti a tutto per rubare uno scatto dei divi.

La rivoluzione sessuale degli anni ’70 sdoganò definitivamente la cronaca rosa e il fiorire di giornali di gossip che si sfidavano a colpi di esclusive milionarie certe del ritorno economico con le copie vendute in edicola.

Forse non tutti sanno che Novella 2000, all’inizio era una rivista letteraria e che gli articoli di costume, a metà tra inchiesta e gossip, fu un genere nobilitato da Camilla Cederna.

Negli Anni ’80 le indiscrezioni e i retroscena rosa si spostarono sulla politica: onorevoli e senatori divennero i nuovi protagonisti.

In questo caso il gossip intrecciandosi con la cronaca rivelò a livello nazionale uno spaccato inedito e poco lusinghiero dei nostri politici.

Gli anni 2000 invece sono stati segnati da Fabrizio Corona e dal suo giro di foto compromettenti rivendute agli stessi protagonisti (spesso calciatori) per migliaia di euro affinché non fossero pubblicate.

L’elogio del gossip: i motivi del suo successo

Il pettegolezzo non è solo qualcosa di frivolo, possiede anche una seria funzione comunicativa perché attraverso questo “vouyerismo verbale” si comprendono le dinamiche, i mutamenti, l’evoluzione del corpo sociale.

I programmi televisivi del pomeriggio a metà tra infotainment e pura cronaca rosa ne sono la prova: i fatti privati resi pubblici per fare audience, la ricerca dell’anima gemella in tv da parte di ragazze e ragazzi giovani e belli per tentare una carriera nello spettacolo, la ricerca ossessiva di scandali pivati nelle vicende di cronaca nera.

Un sistema che ci dice come cambia la società.

Inoltre la pratica collettiva del chiacchiericcio ha bisogno di un pubblico per funzionare.

Se prima era il popolo nella sua fisicità, ora è lo spettatore e l’internauta che partecipa al gossip grazie a un continuo travaso di notizie da una mass media all’altro: i social influenzano la tv che a sua volta rimbalza su internet, sui giornali (nessun sito della grandi testate generaliste rinuncia a pubblicare notizie rosa o di svago pur di catturare click) e sulle riviste in una sorta di circolo che si autoalimenta drenando introiti pubblicitari per milioni di euro l’anno.

Ma vediamo nel dettaglio perché amiamo il gossip:

Sogni e modelli

Le riviste scandalistiche ci portano nel mondo parallelo delle star: il lusso, gli eccessi, i fisici perfetti, gli abiti costosi sarebbero le stesse cose che sceglieremmo noi se fossimo al loro posto.

I divi non conoscono noia, sembrano sempre in vacanza e sfogliare qualche pagina ci dà la sensazione di essere lì insieme a loro.

E’ la nostra evasione a pochi euro dallo sciopero dei trasporti, dai rimproveri del capo, dai figli che si lamentano.

Le celebrità sono viste anche come un modello alla moda.

E’ provato che le donne e gli uomini (soprattutto i giovani maggiormente influenzabili) cercano di imitare le tendenze imposte dalla star di turno.

Ecco che in un negozio di abbigliamento si chiederà la borsa o le scarpe viste alla moglie di un calciatore, dal chirurgo estetico si chiederà un ritocchino per assomigliare a Beyoncè, dal parrucchiere un taglio simile alla Hunziker.

Modelli da seguire “cum grano salis” perché loro hanno mezzi economici che le persone comuni non hanno.

Divertimento e argomento neutro di conversazione

I giornali o i siti di cronaca rosa sono una lettura facile, rapida e disimpegnata.

Le storie altrui ci intrattengono, ci mettono allegria concedendoci un po’ di relax senza pensieri.

Ma un grande pregio della cronaca scandalistica è che si tratta di un ottimo argomento di conversazione con i colleghi, con gli amici e perfino la sera a casa con i familiari.

Il divorzio di Brad Pitt e Angelina Jolie, le intemperanze di Morgan ad Amici o gli inciuci (ma guarda un po’!) dell’Isola dei Famosi sono temi che mettono d’accordo tutti e non rischiano di scatenare dibattiti e nervosismi come accadrebbe se si parlasse di politica, economia o esteri.

Inoltre il gossip agevola nuove conoscenze, aiuta a socializzare: è più facile rompere il ghiaccio con argomenti leggeri che non ci riguardano personalmente che svelare qualcosa di noi stessi.

Rassicurazioni: non è “oro tutto quel che luccica”.

Il gossip funziona quando racconta una storia d’amore, ma statistiche alla mano, in Italia (+20-30% di copie vendute e +20.000 visualizzazioni per un sito) funziona ancora di più quando rivela passati scandalosi, depressioni, aumenti di peso, problemi di sesso e droga, cellulite, tradimenti, insomma i particolari più sordidi.

Conoscere le defaillance di un vip ci rassicura: “i soldi non fanno la felicità, in fondo la mia vita tranquilla non è così male”.

Si prova un sentimento di consolazione ma al tempo stesso di invidia verso chi ce l’ha fatta.

Tuttavia secondo uno studio americano, sapere che anche i ricchi e famosi sono esseri umani come noi, aumenterebbe l’ autostima.

Non solo perché li avvertiamo più vicini, ma anche perché non conoscendoli davvero di persona, se ne parliamo male non ci sentiamo in colpa o meschini come al contrario accade se si sparla di un collega in difficoltà o di un amico che è ingrassato.

L’industria del gossip: la star diventa imprenditore di se stessa

Secondo gli ultimi dati, il giro d’affari intorno al pettegolezzo è in crescita.

Nascono sempre nuove riviste che si vanno ad aggiungere a quelle storiche: Novella200, Chi, Diva e Donna.

Spesso gli scoop, i pedinamenti e le foto sono “finti posati”, sono cioè pattuiti con il personaggio e il suo entourage con il preciso scopo di aumentare la visibilità e dunque la possibilità di ingaggi con conseguenti maggiori introiti per la rivista o il sito internet che ha ospitato la notizia e il giornalista che l’ha resa nota.

Ci sono poi le cosiddette “serate” nei locali notturni per migliaia di euro da parte di chi ha raggiunto una fama transitoria per aver partecipato a programmi televisivi.

Il giro d’affari è di oltre 10 milioni di euro all’anno, secondo le ultime stime.

A cui vanno aggiunti i proventi delle sponsorizzazioni che volti famosi e appena noti fanno sui social un social da gossip news italiano.

Facebook, Instagram, Youtube sono diventati delle vere e proprie fonti di reddito

E qui si assiste a un altro fenomeno interessante: la star si fa gossip diventando imprenditrice di se stessa in prima persona.

E’ Wanda Icardi, è Bianca Balti o il fashion blogger Di Vaio che decidono quando e quanto far sapere della loro vita privata caricando video sui social.

Foto e video in cui compare sempre un marchio pubblicitario (che ottiene la massima resa con il minimo sforzo).

E così realtà e finzione non si distinguono più.

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