il pandoro storia e origine

Il pandoro è un tipico dolce natalizio caratterizzato dalla singolare e celeberrima forma troncoidale a stella con otto punte.

Si presenta soffice, morbido, dorato in superficie e da spolverare a piacimento con una cascata di zucchero a velo.

La tecnica per realizzare il pandoro è molto lunga e complessa, richiede molte ore di lavoro per impastare e far lievitare alla perfezione tutti i componenti.

Uova, farina, burro, zucchero, lievito, panna liquida e vanillina sono gli ingredienti base che danno vita ad una delizia sempre più apprezzata anche fuori dai confini nostrani.


Ogni Natale viene servito sulle tavole di milioni di italiani che amano il suo gusto ben definito e la sua consistenza delicata.

E’ considerato un dolce settentrionale e ricondotto all’area del veronese. Le sue origini sono molto antiche. Nel corso del tempo sono nate svariate leggende e si sono avvicendate diverse ipotesi.

Le testimonianze più antiche risalgono all’alba dei tempi:

sono state trovate delle documentazioni certificate risalenti al I secolo d.C scritte da Plinio il Vecchio che narrano di un panetterie chiamato Vergilius Stefanus Senex che era solito preparare un pane speciale con olio, burro e fiori di farina.


Secondo alcuni sarebbe invece una variazione del cosiddetto Pane di Vienna creato in Austria durante l’impero Asburgico e diretto discendente delle brioches francesi.

Una ricetta molto in voga nella pasticceria ottocentesca apprezzata da principi e nobili.

Per rendere l’impasto più spumoso si pensò di aggiungere una dose maggiore di burro e lievito per ottenere una portata considerata forse l’antenata del pandoro odierno. Altri studiosi riconducono la nascita del dolce nella città di Venezia nel periodo cinquecentesco.

Qui i mastri pasticceri erano soliti preparare il Pan de oro, una golosità raffinata ed esclusiva ricoperta completamente da sottili foglie dorate e particolarmente richiesta da ricchi commercianti e da tutta la nobiltà.


Veniva servita in occasioni importanti, nei banchetti sontuosi che animavano la vita notturna veneziana e per celebrare le festività.

pandoroLa maggior parte delle teorie vedono il pandoro come un diretto discendente del Nadalin: un dessert veronese preparato specificatamente per il periodo di Natale.

Nel lontano 1260 venne creata una torta bassa con otto punte, a forma stellata e ricoperta di glassa in onore dell’investitura a Signori di Verona della famiglia nobile dei Della Scala.

Data la prelibatezza di questo dolce si narra che le anziane popolane veronesi raccontassero come fiaba ai propri nipoti che una volta passati a miglior vita si potesse avere l’enorme privilegio di mangiare il pane d’oro insieme agli angeli.

Alla fine dell’ottocento furono portate delle variazioni alla ricetta: le punte divennero cinque, la glassa fu eliminata e l’altezza aumentò.


Questo fu un momento chiave in quanto al dolce venne dato il nome di pandoro.

Nel 1894 Domenico Melegatti ebbe una geniale intuizione. Rielaborò il dolce e collaborò con il grande artista impressionista Angelo dell’Oca Bianca che ne delineò dettagliatamente la forma.

Infine portò all’ufficio brevetti la ricetta. Il pandoro iniziò a essere prodotto su scala industriale dalla nota casa dolciaria attiva ancora oggi ed ebbe subito un notevole successo presso tutte le classi sociali e su tutto il territorio nazionale.

Il pandoro oggi è consumato da Natale fino all’Epifania sulle tavole di tutto il mondo.

E’ apprezzato da molti anche grazie alla sua enorme versatilità e all’aroma di vaniglia che sprigiona nell’aria una volta aperto.

Si presenta in confezioni dotate di zucchero a velo per la decorazione e può essere assaporato in una gran varietà di modi.


Tipica è la combinazione con la crema di mascarpone ma gli abbinamenti possono essere infiniti e dettati dalle proprie preferenze.

Si lega incredibilmente con tutti gli spumanti e i vini da dessert per concludere in bellezza pranzi e cenoni in allegria. Nel corso del tempo è stato proposto e riveduto in versioni differenti.

Farcito con mousse al cioccolato, crema pasticcera, granelli di nocciole e molto altro ancora.


E’ però la sua versione originale quella più stimata che ha nella semplicità la chiave del suo incredibile successo che perdura da secoli.