le strenne di natale

Se si dovesse chiedere a un bambino “cosa è il Natale?”, probabilmente la prima risposta riguarderebbe la nascita di Gesù, ma ben poco ci si soffermerebbe, poiché quella adrenalinica sarebbe tutta per Babbo Natale, al quale ha già inviato la sua letterina con l’elenco dei regali che desidera avere per quel magico giorno.

Per gli adulti è l’occasione per trascorrere un po’ più di tempo tra le mura domestiche, in famiglia e con gli amici di sempre, mangiare grosse e varie quantità di cibo e spendere qualcosa in più.

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Per la maggior parte della gente, invece, questa festività, evento fondamentale della storia umana, si è trasformata in una baldoria consumistica, con al posto della grotta di Betlemme, i negozi. Così si spiegano i messaggi di auguri per un lieto e felice natale.

Che poi, come al solito, quei giorni non sempre hanno alcunché di gioioso e felice, a parte, ovviamente, i bambini che spacchettano i doni ricevuti.

La corsa ai regali è già cominciata, anche se, come sempre, ci saranno quelli dell’ultimo minuto. L’interrogativo che anche quest’anno si ripeterà, nonostante la vasta scelta a disposizione, è: “Che cosa regalare?”.

Le idee sono molte e variegate, tuttavia qualche indicazione sarà di aiuto. Sicuramente, come ormai da qualche tempo, le preferenze vanno all’elettronica di consumo, quindi smartphone, tablet, computer e gli altri prodotti della categoria.

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Anche i giochi tradizionali hanno la loro buona fetta di mercato, mantenuta solida dal passato e dalla tradizione: le femminucce sono orientate verso cavalli, cavalieri, principi e principesse, mentre i maschietti hanno maggior interesse per soldatini, pirati e gli eroi moderni.

Comunque, di là dall’aspetto tecnologico, i regali classici restano ai primi posti della lista dei desideri dei bambini: peluche, elicotteri telecomandati, costruzioni.

Il regalo ideale, però, sarebbe quello che mescola la tradizione con l’attualità, ossia le applicazioni per tablet o smartphone “a tema”, unite maggiormente ai personaggi di oggi anziché a quelli delle fiabe. Dunque sarà Natale.

Quello che si fa quel giorno o in quel periodo è ormai noto: i giorni e le ore sono scanditi dai soliti atteggiamenti, come la Messa di mezzanotte, le famiglie riunite attorno al tavolo della sala, addobbato e curato per l’occasione. Per il resto, la diversità è data dal fatto che una situazione non si può ripetere tale e quale due volte. Allora siamo noi stessi che possiamo e dobbiamo rinnovare la giornata natalizia; non con nuovi e molti regali, non con pranzi luculliani, non con ripetuti brindisi.

Comunque, non solo. Rinnovare il Natale deve significare ritrovare se stessi, anche attraverso una preghiera per il neonato di Betlemme. Dobbiamo reiterare quotidianamente la bontà che ci pervade quel Giorno, poiché non c’è solo il 25 dicembre, esistono anche gli altri 364 giorni, moltiplicati per la durata della nostra vita terrena.

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