l’origine del presepe

Il presepe, chiamato anche presepio, è la rappresentazione più diffusa della nascita di Gesù e deriva da tradizioni risalenti al medioevo.

Il termine latino che ha dato origine al nome è “Praesaepe”, che significava mangiatoia o recinto e indicava il luogo nel quale venivano custoditi gli animali.


Il termine “presepe” viene utilizzato solamente in Italia, ma è di uso comune anche in Ungheria, dove la parola giunse via Napoli intorno al XIV secolo portata da un discendente del marchesato d’Angiò che fu proclamato re in quelle terre.
L’origine del presepe risale alla prima metà del 1200, per l’esattezza il 1223, quando Francesco d’Assisi realizzò la primissima rappresentazione vivente della Nascita di Cristo a Greccio.

Nonostante esistessero altre immagini precedenti della Natività, queste erano delle rappresentazioni delle liturgie che venivano celebrate in epoca medievale.

Il presepe di Greccio, però, non è ancora una rappresentazione della Natività come la concepiamo noi oggi.

Erano assenti, infatti, tutti i protagonisti: San Giuseppe, la Vergine Maria e Gesù Bambino.

origine presepe

 

Niente di cui scandalizzarsi, poiché il primo presepio di San Francesco aveva l’intento di “onorare la semplicità” ed “esaltare la povertà”.

Della fine dello stesso secolo è il primo presepe composto da statue che sono state scolpite a tutto tondo. Lo scultore del più antico presepe di questo tipo è rimasto anonimo, ma attraverso gli studi sull’opera compiuti nel secolo scorso si è potuto accertare che le statue sono state scolpite da tronchi di olmo e tiglio e che sono rimaste priva di coloritura per quasi un secolo, sino al 1370. Ad occuparsi della colorazione fu un pittore di origine bolognese, Simone dei Crocifissi, che dipinse le statue in stile gotico.

È il periodo più fervente per i presepi, visto che anche la scultura di Arnolfo di Cambio è stata realizzata a cavallo fra 1200 e 1300.

Questo presepe è stato al centro di un dibattito durato molto tempo, poiché a lungo è stato considerato il primo realizzato con singole statue. In realtà uno studio più approfondito ha evidenziato che non si tratta di statue a tutto tondo, ma di altorilievi ricavati da blocchi di pietra con il dorso che è rimasto piatto, ad eccezione del Mago Inginocchiato.

Quest’ultimo, però, è stato scolpito successivamente da un altro autore e dunque non appartiene all’opera originaria di Arnolfo di Cambio.
Una notevole spinta all’iconografia del presepe si ebbe nel Quattrocento, grazie al contributo di diversi maestri nel campo della pittura, e fra questi troviamo il Botticelli e Giotto.

Di una certa importanza, nel medesimo periodo, anche le opere in terracotta di Andrea e Luca Della Robbia che rappresentano scene tratte dalla Natività.

Il simbolismo che nacque e si diffuse in quest’epoca venne recepito su più livelli, tanto da trasformare la rappresentazione della nascita di Cristo in un rito al quale non si poteva rinunciare.

Appartiene al XV e al XVI secolo l’usanza di sistemare statue permanenti di grandi dimensioni all’interno delle chiese, e il secolo successivo il presepe cominciò a fare le prime apparizioni anche nelle case, inizialmente soltanto in quelle della nobiltà in forma di soprammobile. L’ampio sviluppo del presepe scolpito avvenne nel corso del Settecento, quando nacquero le grandi tradizioni del presepe napoletano, di quello genovese e di quello bolognese.

Con la diffusione dei presepi nelle abitazioni, presero vita pure curiose competizioni fra famiglie, in particolare a Napoli, nelle quali ci si sfidava a chi riusciva a creare il presepe più sfarzoso.
I nobili della città mettevano a disposizione del presepe intere stanze delle loro case e ricoprivano le statue con tessuti pregiati e gioielli preziosi.
Nel XVIII secolo a Bologna nacque la Fiera di Santa Lucia, durante la quale gli artigiani locali esponevano le loro statuine.
La Fiera esiste ancora oggi, a distanza di più di due secoli.

 

A cavallo fra Ottocento e Novecento il presepe arriva pure nelle case della borghesia e del popolo, anche se con soluzioni meno sfarzose e ardite rispetto a quelle della nobiltà.
A seconda delle zone, poi, cambiano gli stili e i materiali impiegati per la costruzione, con differenze anche sostanziali fra una nazione e l’altra, pur restando come caposaldo la rappresentazione della nascita di Gesù.
Ai giorni nostri, il presepe è entrato ormai in tutte le case dei credenti ed è diventata una delle tradizioni più radicate del periodo natalizio.

Le rappresentazioni si sono diffuse capillarmente, tanto da prevedere anche i presepi meccanici con i personaggi che si muovono in modo sincronizzato, mettendo in scena i momenti più significativi della natività.