Perché c’è l’ora legale?

Quando si parla di ora legale si fa riferimento allo spostamento in avanti di un’ora delle lancette dell’orologio: questo cambiamento avviene l’ultima domenica di marzo all’incirca in tutti i paesi europei, ne restano esclusi i paesi equatoriali dove il numero di ore del giorno e della notte è uguale, la Russia e altri paesi asiatici.

Ma perché c’è l’ora legale?

Per rispondere a questa domanda occorre tornare indietro nel tempo, precisamente nel Settecento, quando Benjamin Franklin, il famoso inventore del parafulmine, invitò tutta la popolazione ad essere un po’ più mattiniera, proponendo per la sua attuazione anche misure drastiche come il divieto di circolazione notturna o la tassazione delle persiane o addirittura il razionamento delle candele.

Lo scopo dell’idea di Franklin era quello di ottenere un risparmio energetico e di conseguenza anche economico per tutte le famiglie, ma a quei tempi non gli fu data retta.

Solo con lo scoppio della prima guerra mondiale tornò a galla questa iniziativa: d’altronde c’erano forti esigenze di moneta per finanziare la guerra e in effetti il denaro risparmiato venne utilizzato nel mercato bellico.

L’Italia adottò l’ora legale nel 1916 per interromperla nel 1920 e riprenderla tra il 1940 e il 1946 durante la Seconda guerra mondiale.

Dal 1996 è però divenuta legge e viene introdotta a partire dalle 2 del mattino dell’ultima domenica di marzo.

L’ora legale viene poi sostituita dall’ora solare che ha inizio l’ultima domenica di ottobre.

Grazie all’adozione di questa misura nel corso degli anni nel nostro Paese si è registrato un netto risparmio energetico che, però, è andato sempre più ad assottigliarsi a causa del massiccio utilizzo dei condizionatori che compensano la minore accensione delle lampade e delle luci della casa.

Ci sono dei veri e propri schieramenti a favore o sfavore dell’ora legale: sebbene lo spostamento delle lancette in avanti permetta di sfruttare maggiormente le ore di luce dell’estate, riducendo così i consumi energetici, questa misura porta anche a conseguenze negative sul fisico umano, come insonnia, stanchezza, minore concentrazione o addirittura arresto cardiaco e incidenti.

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