Perché dormiamo?

Il sonno è una caratteristica comportamentale tipica del regno animale, in particolare dell’essere umano.

C’è chi si accontenta di cinque ore, chi invece ha bisogno di almeno otto o dodici ore. Alcuni amano a fine giornata abbandonarsi su un letto morbido in cui sprofondare, altri preferiscono una superficie compatta che li sostenga.

La maggioranza dorme durante la notte e con l’ausilio di un soffice cuscino, la minoranza si riposa di giorno.

Ogni organismo dunque ha specifiche necessità, in funzione delle quali organizza il proprio tipo di sonno ideale, in termini di brevità, comfort, luogo e tempo.

Il comune denominatore è rappresentato però dal motivo per cui dormiamo.

In primo luogo il sonno, soprattutto in fase REM, consente di stabilizzare e riordinare i ricordi, rendendo possibile l’apprendimento e la memoria.

Dormendo siamo in grado di rappresentare nella nostra mente sensazioni, suoni, profumi, immagini e informazioni del passato, catalogarle e associare ad esse una data e un luogo precisi.

Grazie al sonno recuperiamo le energie spese durante il resto della giornata e una volta ristorati possiamo riprendere le attività quotidiane: lavoro, studio, sport, ecc. Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che durante le ore di riposo il nostro organismo subisce una riduzione dell’attività metabolica del 10% e della temperatura interna per risparmiare e conservare energia, che sarebbe altrimenti spesa per mantenere costanti tali parametri.

Inoltre studi più recenti hanno svelato che il cervello svolge, mentre si dorme, un’attività di vera e propria autopulizia.

Il sistema linfatico preposto alla pulizia dell’organismo, si sviluppa in tutto il corpo ma è un grande assente nel cervello. Quel che accade è sostanzialmente un’espansione dei canali tra i neuroni in cui scorre il liquido cerebrospinale, avente la funzione di attraversare il tessuto cerebrale e asportare prodotti di scarto o rifiuti del flusso sanguigno.

Ciò spiega anche perché alcuni hanno bisogno di dormire più a lungo di altri, se il cervello è più grande le cellule sono più veloci nell’eseguire l’attività di drenaggio e il tempo complessivamente impiegato è inferiore.

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