Quando battezzare

Secondo la religione cattolica non è stabilito un momento preciso entro cui battezzare i bambini, anche se, per consuetudine assai antica, generalmente il battesimo viene celebrato nei primi mesi di vita del bambino, quasi sempre entro il compimento del primo anno.

Anche se i neonati non sono, ovviamente, in grado di scegliere se professare o meno la religione cattolica e se seguire un determinato cammino di fede, secondo i Vangeli e secondo quanto ribadito dai Concili Ecumenici, è col battesimo che i bambini vivono una sorta di seconda rinascita che li porta nel mondo dei figli di Dio.

Ecco perchè, secondo la Chiesa, i genitori che non battezzano i propri figli neonati li privano del dono, dall’inestimabile valore, di essere figli di Dio.


Il battesimo, di cui ci sono attestazioni molto antiche in svariate fonti storiche dei diversi Paesi, addirittura a partire dal II secolo d.C., viene tradizionalmente celebrato nel giorno dedicato al riposo e al Signore, ovvero di domenica.

Nel caso più raro, invece, di adulti che intendono intraprendere in tarda età un cammino di fede cattolico, si tende a far coincidere il battesimo con la veglia pasquale o, in alternativa, con una funzione religiosa della domenica alla presenza della comunità dei fedeli.

Taufe

 

Il battesimo degli adulti, meno frequente di quello dei bambini, avviene per tradizione nella notte santa della veglia pasquale perchè il battesimo, inteso come sacramento dell’iniziazione, è strettamente legato a questo periodo del calendario religioso cattolico.

La Chiesa consiglia e raccomanda che, nel caso in cui il battesimo degli adulti non possa essere celebrato per svariate ragioni durante la veglia pasquale, di fare in modo che la celebrazione manifesti comunque l’indole pasquale e segua, perciò, un rituale specifico, che inizia con il rito della benedizione dell’acqua, prosegue con l’invocazione dello Spirito Santo e termina con l’annuncio della morte e della risurrezione di Cristo Signore Gesù per la salvezza dell’umanità.

Per evidenti ragioni di numerosità, invece, il battesimo dei neonati e dei bambini leggermente più grandi non può essere celebrato durante tale momento simbolico, dato che sono moltissimi i bambini i cui genitori richiedono il sacramento dell’iniziazione.


La Chiesa, in ogni caso, invita e consiglia ai genitori di battezzare i loro figli al più presto, nonostante non ci sia più l’urgenza impellente, data dall’elevato tasso di mortalità infantile, di qualche decennio fa.

Difatti, secondo la dottrina cattolica, i bambini morti prima di aver ricevuto il sacramento del battesimo non hanno accesso al paradiso, ma restano nel limbo, un non-luogo dove sostano in eteno i bambini che, anche se non hanno commesso alcun peccato, non sono stati depurati dal peccato originale grazie al battesimo.


E’ vivamente consigliato, da parte della Chiesa Cattolica, il battesimo nei primi mesi di vita del neonato anche come messaggio spirituale per la comunità dei fedeli, per rinsaldare, fortificare e accrescere un senso di appartenenza che è alla base della comunità e anche per rafforzare nei fedeli l’idea che il sacramento dell’iniziazione sia fondamentale per la salvezza, senza dimenticare che è proprio il battesimo a “fare” il cristiano, ad aprirgli la via della vita all’insegna dei dettami della religione, libero dal peccato originale e pronto ad affrontare la nuova vita come figlio di Dio e i futuri sacramenti.

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