Quando bolle l’acqua? Leggi se sei curioso di sapere come avviene e perchè

L’acqua bolle quando raggiunge una temperatura di 100 gradi centigradi. Lo sappiamo tutti, no? Troppo facile: questa affermazione non è del tutto corretta, o per lo meno non lo è sempre.

L’ebollizione dell’acqua dipende da diversi fattori.

In primo luogo dal tipo di acqua: quella distillata bolle a 100 gradi, mentre quella di mare ha bisogno di qualche grado in più e va in ebollizione a 103°. Di norma possiamo dire che l’acqua bolle a 100 gradi, e questo si verifica nella cucina della tua casa, ma soltanto se si trova ad un’altitudine limitata. Sì, perché l’ebollizione dipende in gran parte dalla pressione alla quale un liquido – l’acqua nel nostro caso – viene sottoposto.

Che cosa significa? Vuol dire che se spostiamo il medesimo recipiente d’acqua dalla nostra cucina e lo portiamo in montagna, per far bollire d’acqua basterà una temperatura inferiore ai 100 gradi, a grandi linee fra gli 80° e i 90°.

Cambia qualcosa nel far bollire l’acqua in alta quota? No, al limite sarà un po’ più complicato preparare un caffè.

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Dunque ora sappiamo che in montagna l’acqua bolle a circa 85 gradi e questo succede perché la pressione atmosferica è minore. I liquidi funzionano come i gas, ovvero la pressione va di pari passi con la profondità, quindi più profondità significa maggiore pressione.

All’interno del campo gravitazionale della terra, gli strati di fluido che si trovano sopra premono con il loro preso sugli strati che si trovano sotto, li schiacciano e così facendo aumentano la pressione.

Per capire meglio il concetto, possiamo prendere ad esempio ciò che succede negli oceani: man mano che si scende in profondità assistiamo ad un incremento della pressione, che ad un certo punto impedisce ai sub di scendere oltre un certo limite.

Al di là di una determinata profondità, infatti, possono scendere solo i sottomarini, che sono progettati in maniera tale da reggere alle notevoli forze di compressione che si incontrano negli oceani.
Per quanto riguarda l’aria, più si sale in altitudine minore è la pressione atmosferica.

Per questa ragione quando ci troviamo in alta montagna troviamo delle difficoltà a respirare e sulle vette più alte del pianeta, dove la densità dell’aria è minima tanto da renderla rarefatta, per poter respirare sono necessarie le bombole con l’ossigeno.
Tornando all’acqua in ebollizione, cosa succede a livello fisico? Le molecole d’acqua che sono prossime al punto di ebollizione dispongono dell’enegia necessaria per spezzare i legami con le altre molecole e raggiungere lo stato gassoso.

Quando la pressione atmosferica è forte, serve maggiore energia per compiere tale trasformazione, mentre con una pressione debole alle molecole basta meno energia per rompere i legami, di conseguenza l’acqua va in ebollizione ad una temperatura inferiore.

Ad un’altitudine contenuta, una volta che l’acqua ha raggiunto i 100 gradi non si verificano ulteriori aumenti di temperatura, ma semplicemente tutta l’acqua contenuta in un recipiente si trasforma in vapore.

Fatta chiarezza sulla temperatura di ebollizione che varia a seconda delle diversa pressione atmosferica, soffermiamoci adesso su quanto succede con l’acqua salata.

Se sciogliamo un po’ di sale nell’acqua, essa avrà bisogno di una temperatura maggiore per andare in ebollizione, poiché il sale è una sostanza solida.

Il sale è in grado di modificare sia la temperatura di ebollizione dell’acqua, sia quella di congelamento; l’acqua salata, infatti, al contrario dell’acqua normale non diventa ghiacciata quando si raggiungono i zero gradi.

L’acqua, infine, può evaporare anche saltando un passaggio, ovvero passando dallo stato solido, ghiaccio, allo stato gassoso, vapore: questo fenomeno si chiama sublimazione.

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