I vecchi giochi di natale

Alcuni giochi come la Tombola o il Mercante in fiera fanno automaticamente pensare al Natale, alle lunghe giornate invernali in cui il lavoro un po’ rallenta, non si va a scuola e ci si può dedicare a passatempi e svaghi senza tempo.



È bellissimo vedere l’effetto che fa la sola parola “tombola” su parenti e amici: c’è chi sbadiglia al solo pensiero, chi corre a prendere le cartelle e chi si industria per trovare qualcosa che segni i numeri già usciti.

Una tradizione lunga e bella, che in ogni paese ha le sue varianti.

Nelle case delle nonne si conservano solitamente le cartelle un po’ ingiallite dal tempo con giochi e passatempi sul rovescio. Poi un sacchettino conserva i lupini secchi, che fungono da segna numero, ma non sono di certo obbligatori per una bella partita.La tombola è un misto tra tradizione e innovazione: non mancano mai affianco alle vecchie scatole, le nuove, luminescenti, digitali, a estrazione automatica ecc.

Ma il rumore dei numeretti che si urtano tra loro quando si mescola con la mano prima di estrarre, l’odore di mandarino se si usano le bucce per segnare e l’entusiasmo di fare addirittura tombola, tra uno sbadiglio e un altro, hanno sempre lo stesso sapore, un sapore antico, di quando da piccoli si andava a prendere per mano il nonno perché giocasse anche lui seppure vecchio e incurvato dagli anni, perché tutti ma proprio tutti dovevano giocare.
Se dunque a una partita a Tombola nessuno sotto le feste può rinunciare, il Mercante in fiera conosce una sorte un po’ diversa, avendo tanti appassionati, quanti fermi oppositori.

O lo si ama o lo si odia; poi alcune carte, come il Lattante o l’Ananas, fonti di innumerevoli aneddoti, assurgono a motivo “valido” di diniego.

Ma il gioco ormai fa parte del Natale, non si è mai sentito di una partita a Mercante in fiera durante le vacanze estive.

Si sfrutta l’occasione per riunirsi tra parenti e amici, e pochi sono i giochi di carte con cui coinvolgere anche quindici o venti persone.

Il battitore o mercante poi solitamente è il burlone del gruppo, quello più simpatico che ti fa pagare una sola carta (magari proprio il famigerato Lattante) quanto cinque carte vendute poco prima, strappandoti oltre alle monetine anche un sorriso, perché è con spirito allegro e un po’ goliardico che si trascorrono questi giorni di festa.

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